diac. Luigi Franco Borioni
+ 16 febbraio 2016
Sono nato in una piccola località delle Marche, ad Apiro, 56 anni fa. Primo maschio, mia madre mi impose il nome di Luigi, anche se successivamente i più mi chiamarono Franco. II Signore chiamò a sé mia madre molto presto, ma in quel breve tempo ella mi diede la prima formazione fatta di rispetto delle persone, delle cose… e di preghiera semplice e sincera. Da parte di mio padre (che se ne andò qualche anno dopo), ho ricevuto il senso della giustizia, dell’amicizia, dell’onestà, della rettitudine nel lavoro…
Poi gli anni della scuola media in collegio: anni duri per lo studio, la disciplina, l’incomprensione… anni anche freddi, perché non conoscevo ancora il volto di Dio-misericordia che è Padre.
La passione per la vita militare aveva in quegli anni della mia adolescenza un richiamo quasi ascetico. In più la passione per il volo (progettavo aeroplani a 16 anni) mi portò al culmine della soddisfazione quando potei coronare il mio sogno entrando a frequentare la prestigiosa «Scuola di volo dell’USAF» (Stati Uniti) negli anni accademici 1953/55.
Nelle basi americane vivevo la mia fede cattolica a contatto con altre espressioni, dalle quali rimanevo colpito per la compostezza dei riti, la partecipazione, la conoscenza della Scrittura, la serenità…
Tornato in Italia ho trascorso tutta la mia carriera in Aeronautica Militare, sino al grado di Colonnello, nell’attività di volo prima e poi nei vari incarichi operativi.
Intanto avevo sposato Anna Maria, una giovane sensibile, seria, riservata; si dedicava all’insegnamento con precisione e fedeltà, ed alla casa. Siamo una bella coppia, affiatata, che oggi si appronta a celebrare il 25° anniversario di matrimonio. Sono particolarmente grato al Signore di avermi fatto incontrare Anna Maria, che mi è sempre stata vicino con il suo amore e la sua dedizione, nei momenti difficili, di malattia e specialmente in questo mio passo importante del diaconato.
Per passi graduali il Signore mi ha fatto giungere alla grande scelta del diaconato. Conobbi l’ideale di S. Francesco e camminando un poco col Poverello di Assisi il Signore mi condusse a conoscere il Movimento dei focolari. Ora la mia vita aveva un senso nuovo e più pieno e trovavo anche quel calore di cui avevo bisogno per andare avanti. Poi conobbi don Altana, promotore e responsabile del diaconato permanente in Italia, ed infine frequentai la scuola di teologia per laici nel nostro Seminario di Rimini.
Con tutto questo sentivo nascere in ne il bisogno di essere sempre più segno della carità del Signore nel voler bene e servire il prossimo che Egli mi poneva accanto; forse servo inutile, ma pur sempre servo.
Non bado più ai miei limiti, ai miei dubbi, alle mie paure davanti a questo passo, ma confido nel Signore e nella sua misericordia. Gli chiedo la grazia di guidarmi e assistermi perché lui mi ha chiamato e lui sa che cosa vuol fare di me. Anche quando mi ha chiamato con un amore privilegiato nella malattia (sono stato operato al cuore di cinque bypass aorto-coronarici), non mi ha mai abbandonato, ma mi ha fatto vedere nella Croce la Resurrezione e nel volto del Fratello il suo stesso volto.
(Brano tratto dalla lettera autografa di Luigi Franco Borioni
citato in: Marcello Ugolini, Il diaconato permanente nella diocesi di Rimini, 2021, pagg. 107-108)
Rassegna stampa
- Si spegne il generale Borioni, pilota dell’aeronautica militare (Cronache Maceratesi, 18 febbraio 2016) [Scarica PDF]
