{"id":6,"date":"2008-07-02T10:49:56","date_gmt":"2008-07-02T08:49:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesi.rimini.it\/diaconatopermanente\/?page_id=3"},"modified":"2018-11-10T01:00:32","modified_gmt":"2018-11-09T23:00:32","slug":"direttorio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/?page_id=6","title":{"rendered":"Direttorio"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><a href=\"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/San-Lorenzo-Chiesa-di-San-Lorenzo-in-Strada-Riccione..jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1232 aligncenter\" title=\"San Lorenzo (Chiesa di San Lorenzo in Strada - Riccione).\" src=\"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/San-Lorenzo-Chiesa-di-San-Lorenzo-in-Strada-Riccione.-467x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"467\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/San-Lorenzo-Chiesa-di-San-Lorenzo-in-Strada-Riccione.-467x1024.jpg 467w, https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/San-Lorenzo-Chiesa-di-San-Lorenzo-in-Strada-Riccione..jpg 1277w\" sizes=\"auto, (max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">**********************<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>MARIANO DE NICOLO\u2019<br \/>\nPER GRAZIA DI DIO E DELLA SEDE APOSTOLICA<br \/>\nVESCOVO DI RIMINI <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Prot. VE2005\/50<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><br \/>\nDIACONATO PERMANENTE<br \/>\nDIRETTORIO<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1. <\/strong>Nel 1978 veniva pubblicato un primo Direttorio sul diaconato permanente successivamente aggiornato nel 1990; l&#8217;esperienza di questi anni ha evidenziato la necessit\u00e0 di un ulteriore aggiornamento, motivata dall&#8217;esigenza di maggiore chiarezza dottrinale sull&#8217;identit\u00e0 del diaconato, di una collocazione pi\u00f9 significativa e specifica del ministero diaconale nella pastorale diocesana di attenzione agli itinerari di formazione teologica, spirituale e pastorale dei candidati e di formazione permanente degli ordinati.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> La nostra Diocesi riconosce le vocazioni al diaconato permanente, quale dono prezioso dello Spirito per l&#8217;evangelizzazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>2. <\/strong>Negli articoli che seguono, vengono sintetizzati i motivi e le circostanze che hanno portato alla conferma del diaconato permanente secondo lo spirito dei documenti: Lumen Gentium. (1964), Sacrum Diaconatus Ordinem (1967), La restaurazione del Diaconato permanente in Italia (1971), Norme e direttive per la scelta e la formazione dei candidati al Diaconato (1972), Ad Pascendum (1972), Codice di Diritto Canonico (1983); Norme fondamentali per la formazione dei diaconi permanenti e Direttorio per il ministero e la vita dei diaconi permanenti (1998).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1-Il diaconato permanente nella vita della Chiesa<br \/>\n<\/strong> <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>3. <\/strong>&#8220;E&#8217; stato uno dei frutti del Concilio Ecumenico Vaticano II quello di voler restituire il diaconato come roprio e permanente grado della gerarchia (cf. L.G. 29). Si promuoveva in tal modo una rivitalizzazione delle comunit\u00e0 cristiane rese pi\u00f9 conformi a quelle uscite dalle mani degli Apostoli e fiorite nei primi secoli, sempre sotto l&#8217;impulso del Paraclito, come attestano gli Atti. Il diaconato permanente costituisce un importante arricchimento per la missione della Chiesa. Poich\u00e9 i munera che competono ai diaconi sono necessari alla vita della Chiesa, \u00e8 conveniente e utile che gli uomini che nella Chiesa sono chiamati ad un ministero veramente diaconale, sia nella vita liturgica e pastorale, sia nelle opere sociali e caritative siano fortificati per mezzo dell&#8217;imposizione delle mani trasmessa dal tempo degli Apostoli, e siano pi\u00f9 strettamente uniti all&#8217;altare, per poter esplicare pi\u00f9 fruttuosamente il loro ministero con l&#8217;aiuto della grazia sacramentale del diaconato&#8221;. (N.F. Introduzione, 3)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>4.<\/strong> Il ministero del diacono va esercitato &#8220;sempre in perfetta comunione con il Vescovo e il presbiterio, cio\u00e8 sotto l&#8217;autorit\u00e0 del Vescovo e del sacerdote che, nel territorio, presiedono alla cura delle anime&#8221; (S.D.O., 23)&#8221;; si caratterizza per l&#8217;esercizio dei tre munera propri del ministero ordinato, secondo la prospettiva specifica della diaconia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>5.<\/strong> In riferimento al munus docendi, il diacono \u00e8 chiamato a proclamare la Scrittura e istruire ed esortare il popolo. Ci\u00f2 \u00e8 espresso dalla consegna dei Vangeli, prevista nel rito dell&#8217;ordinazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>6.<\/strong> Il munus sanctificandi del diacono si esplica nella preghiera, nell&#8217;amministrazione solenne del battesimo, nella conservazione e distribuzione dell&#8217;Eucaristia, nell&#8217;assistenza e benedizione del matrimonio, nella presidenza del rito del funerale e della sepoltura e nell&#8217;amministrazione dei sacramentali. Ci\u00f2 evidenzia come il ministero diaconale abbia il suo punto di partenza e di arrivo nell&#8217;Eucaristia, e non possa esaurirsi in un semplice servizio sociale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>7.<\/strong> il munus regendi si esercita nella dedizione alle opere di carit\u00e0 e di assistenza e nell&#8217;animazione di comunit\u00e0 o settori della vita ecclesiale. E&#8217; questo il ministero pi\u00f9 tipico del diacono. (N.F. 9-10)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>2- Itinerario di formazione<br \/>\n<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>8.<\/strong> Nella nostra Diocesi, la formazione al diaconato permanente si svolge secondo il seguente itinerario:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>a)<\/strong> Presentazione degli aspiranti e introduzione al cammino. In questa prima fase si tratta di favorire un primo contatto della persona interessata ad intraprendere il cammino del diaconato con l&#8217;itinerario di formazione proposto dalla Diocesi. E&#8217; un momento di iniziale e reciproca conoscenza a partire dalla chiarezza delle motivazioni e delle condizioni obiettive per verificare e maturare una possibile vocazione al diaconato permanente. La decisione di intraprendere l&#8217;itinerario di formazione va maturata all&#8217;interno della coppia per gli aspiranti sposati, condivisa ed accolta dalla comunit\u00e0 di appartenenza. Il parroco, a nome della comunit\u00e0, presenta al Vescovo l&#8217;aspirante. La presentazione sar\u00e0 corredata dalle motivazioni che la sostengono e da un curriculum vitae dell&#8217;aspirante (N.F. 40). Non si accolgono autocandidature.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>b)<\/strong> Periodo propedeutico. Con questa seconda fase ha inizio la proposta di formazione che ha come obiettivo quello di accompagnare l&#8217;aspirante verso una motivata e stabile ammissione tra i candidati al diaconato e si caratterizza come proposta di intensa esperienza spirituale fatta di momenti di preghiera, di riflessione e di confronto orientali a favorire il discernimento vocazionale. All&#8217;aspirante \u00e8 richiesta un&#8217;assidua partecipazione agli incontri del gruppo e l&#8217;accompagnamento di un direttore spirituale approvato dal Vescovo; ai coniugati, di coinvolgere la famiglia, in particolare la moglie, nel cammino intrapreso. Si consiglia di rimandare alla fase successiva l&#8217;inizio degli studi teologici. Il periodo propedeutico avr\u00e0 la durata di non meno di un anno; alla fine del periodo il Delegato per il diaconato presenter\u00e0 al Vescovo un profilo della personalit\u00e0 dell&#8217;aspirante: con il giudizio di idoneit\u00e0 del Vescovo si conclude questa fase con il rito di ammissione dell&#8217;aspirante tra i candidati al diaconato (N.F. 41-47). Nel periodo propedeutico l&#8217;aspirante sar\u00e0 personalmente accompagnato dal Delegato del Vescovo. Nel caso che durante questo periodo dovessero emergere segni contrari alla vocazione \u00e8 bene prendere con il coinvolgimento dell&#8217;interessato, una conseguente decisione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>c)<\/strong> Periodo della formazione. Il cammino di questa terza fase\/ della durata di non meno di tre anni \u00e8 caratterizzato dall&#8217;assunzione di quegli atteggiamenti spirituali e di quelle virt\u00f9 che sono essenziali 3 per l&#8217;esercizio del ministero (N.F. 66ss). Nel periodo della formazione si procede all&#8217;istituzione dei ministeri del lettorato e dell&#8217;accolitato. Queste tappe sono l&#8217;occasione per verificare il cammino del candidato sotto il profilo della spiritualit\u00e0 della pastoralit\u00e0 della crescita di sensibilit\u00e0 teologica ed ecclesiale. Il periodo della formazione trova una sua precisa fisionomia nelle tappe sopra citate: l&#8217;istituzione nel lettorato nell&#8217;accolitato e l&#8217;ordinazione diaconale a conclusione del cammino. A livello di contenuti e di esperienza spirituale e pastorale la prima tappa si configurer\u00e0 come l&#8217;anno della Parola di Dio la seconda come l&#8217;anno della liturgia ed in particolare dell&#8217;Eucaristia la terza come l&#8217;anno della carit\u00e0 pastorale. In questo periodo si dovr\u00e0 intrattenere un costante rapporto con la comunit\u00e0 cristiana del candidato per iniziarlo e sostenerlo nelle esperienze pastorali. Al termine del tempo della formazione si arriver\u00e0 da parte del Vescovo al discernimento definitivo ed alla conseguente decisione di ammettere il candidato all&#8217;ordinazione diaconale e all&#8217;esercizio del ministero (N.F. 49-59). L&#8217;et\u00e0 minima per l&#8217;ammissione alla sacra ordinazione \u00e8 25 anni per i celibi e 35 per i coniugati. Per il diaconato da conferirsi a uomini sposati si richiedono il consenso della sposa e una durata ragionevole della vita matrimoniale che dimostri e assicuri la stabilit\u00e0 della vita familiare. Nella vita matrimoniale i candidati devono sentirsi particolarmente responsabilizzati nell&#8217;offrire una chiara testimonianza della santit\u00e0 del matrimonio e della famiglia secondo la spiritualit\u00e0 dei consigli evangelici. La famiglia del candidato si impegner\u00e0 a sostenerlo nel ministero e a dare una generosa testimonianza cristiana attraverso lo spirito religioso della sposa e la buona educazione dei figli (R.E. D.P. 26-33).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>d)<\/strong> Formazione teologica. Il candidato si iscrive all&#8217;Istituto Diocesano di Scienze Religiose. Gli studi si ritengono di norma completati con Io svolgimento della tesi finale ed il conseguimento del &#8220;Diploma in Scienze Religiose&#8221;. In casi particolari il Consiglio per il diaconato permanente con il consenso del Vescovo, accompagner\u00e0 l&#8217;aspirante nella individuazione e realizzazione di un piano di studi personalizzato.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>e)<\/strong> Esercizio pastorale. L&#8217;esercizio pastorale nel periodo della formazione avr\u00e0 come ambito privilegiato la parrocchia e si svolger\u00e0 in stretta relazione con il parroco i presbiteri il consiglio pastorale e gli altri operatori pastorali. Il parroco a cui \u00e8 affidato il candidato dovr\u00e0 preparare i candidati anche sul piano pratico per le attivit\u00e0 di ministero che saranno chiamati a svolgere. Il candidato avr\u00e0 cura di progettare il suo servizio e di verificarne periodicamente l&#8217;andamento con il presbiterio della parrocchia; crescer\u00e0 cos\u00ec nel senso di responsabilit\u00e0 nella capacit\u00e0 di collaborazione e nello stile di comunione ecclesiale; \u00e8 opportuno che il candidato partecipi alla vita del Consiglio Pastorale Parrocchiale. La sua stessa professione civile sar\u00e0 occasione per testimoniare e verificare la dimensione missionaria. Il parroco verificher\u00e0 il progredire nel ministero diaconale Io incoragger\u00e0 gli trasmetter\u00e0 la dimensione della comunione ecclesiale. L&#8217;inserimento del candidato nel servizio pastorale non dovr\u00e0 essere a scapito della testimonianza cristiana nell&#8217;ambiente di lavoro, del buon andamento della sua vita familiare e del suo cammino spirituale. (N.F. 85-88)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong><br \/>\n3 -1 protagonisti della formazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>9.<\/strong> La responsabilit\u00e0 dell&#8217;ammissione dei candidati al diaconato sia celibi che sposati\/ la loro preparazione, l&#8217;esercizio del ministero e l&#8217;eventuale cessazione del servizio, competono al Vescovo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>10. <\/strong>Il Vescovo, per curare la formazione dei candidati e seguire la formazione permanente degli ordinati, istituisce il Consiglio Diocesano per il Diaconato Permanente formato da un suo Delegato, da due sacerdoti e da due diaconi permanenti, nominati dal Vescovo stesso.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>11.<\/strong> Il Consiglio promuover\u00e0 incontri di formazione: dar\u00e0 particolare importanza a periodi di convivenza per favorire la conoscenza e la collaborazione dei diaconi con il Vescovo, con i 4 presbiteri e tra di loro. Inoltre il Consiglio &#8220;provveder\u00e0 perch\u00e9 le mogli dei candidati coniugati crescano nella consapevolezza della vocazione del marito e della propria missione accanto a lui\u201d (N.F. 78).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>12. <\/strong>Il Delegato vescovile per il diaconato terr\u00e0 i rapporti con le parrocchie interessate, con il Direttore dell&#8217;Istituto Diocesano di Scienze Religiose e con le famiglie dei candidati e dei diaconi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>4 &#8211; Vita e ministero dei diaconi <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>13.<\/strong> Il diacono, chiamato a collaborare fraternamente con il presbiterio al servizio dei popolo di Dio, dipender\u00e0 direttamente dal Vescovo, supremo responsabile della vita cristiana e della pastorale della comunit\u00e0 diocesana (cfr. S.D.O. 23).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>14.<\/strong> Per la configurazione particolare a Cristo, realizzata dall&#8217;ordine sacro, il diacono si impegner\u00e0 all&#8217;imitazione di Lui, alimentandola con la &#8220;lectio&#8221; della Scrittura, con la vita liturgica e sacramentale, la recita quotidiana delle Lodi, dei Vespri e di Compieta.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>15.<\/strong> Il diacono sar\u00e0 di esempio nelle virt\u00f9 cristiane, nell&#8217;amore particolare alla Chiesa, nella devozione alla Vergine Maria, Madre della Chiesa, primo ed eminente esempio di totale servizio a Dio e agli uomini, nella disponibilit\u00e0 alle esigenze dei fratelli.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>16.<\/strong> Tale impegno spirituale sar\u00e0 sostenuto dalla partecipazione ad appositi incontri periodici e agli esercizi spirituali annuali e dalla direziono spirituale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>17.<\/strong> Il celibato assunto insieme al diaconato, costituisce impedimento dirimente a contrarre le nozze (A.P. VI). I diaconi coniugati qualora abbiano perduto la moglie, secondo la disciplina tradizionale della Chiesa, sono inabili a contrarre un nuovo matrimonio (Can. 1078, par. 2; S.D.O. 16; per eventuali dispense cf. Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, lettera circolare &#8220;Ce dicast\u00e8re&#8221; del 6 giugno 1997).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>18.<\/strong> I diaconi, fin da candidati, non si impegneranno nella politica attiva o dei partiti (R.E.D.P.34).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>19.<\/strong> Ogni diacono \u00e8 ordinato dal Vescovo per la Chiesa particolare. Egli promette obbedienza al Vescovo; la sua missione pastorale, o un eventuale trasferimento, \u00e8 stabilita dal Vescovo, considerate la condizione di vita del diacono stesso e le necessit\u00e0 della Chiesa.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>20.<\/strong> I diaconi saranno debitamente rappresentati nei Consigli pastorali.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>21. <\/strong>Il diacono, inserito nella comune vita del popolo di Dio, vivr\u00e0 normalmente del proprio lavoro professionale (can. 281, par. 3).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>22.<\/strong> Per coloro che eventualmente fossero invitati a limitare la propria attivit\u00e0 professionale per dedicarsi maggiormente al ministero, si provvedere &#8211; quando ci\u00f2 fosse ritenuto necessario -con le disponibilit\u00e0 della Chiesa diocesana (R.E. D.P. 38-50; can. 281\/par. 3).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il presente Direttorio sostituisce il precedente Direttorio del 31 maggio 1990.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Rimini, 5 settembre 2005<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Appendice Documenti richiesti per l&#8217;ammissione all&#8217;ordinazione diaconale <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>1<\/strong> &#8211; Per l&#8217;iscrizione tra i candidati all&#8217;ordine sacro (can. 1034):<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>a)<\/strong> Domanda di pugno del candidato controfirmata dal Delegato,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>b)<\/strong> Accettazione scritta del Vescovo (placet e firma sulla domanda). Dopo il rito liturgico: attestato con firma del Vescovo e dei due assistenti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>2<\/strong> &#8211; Per il lettorato e l&#8217;accolitato: Domanda del candidato (controfirmata dal Delegato e accolta dal<\/span> <span style=\"color: #000000;\">Vescovo).<\/span> <span style=\"color: #000000;\">Dopo il rito di istituzione: attestato con firma del Vescovo e dei due assistenti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>3<\/strong> &#8211; Per l&#8217;ordinazione al diaconato:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>a)<\/strong> Battesimo (can. 1050),<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>b)<\/strong> Cresima (can. 1050),<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>e)<\/strong> Ammissione tra i candidati (can. 1034),<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>d)<\/strong> Lettorato (can. 1035),<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>e)<\/strong> Accolitato (can. 1035),<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>f)<\/strong> Domanda &#8211; dichiarazione del candidato a norma del can. 1036 controfirmata dal Delegato e accolta dal Vescovo<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>g)<\/strong> Studi teologici (can 1050),<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>h)<\/strong> Dichiarazione di scrutinio e di salute fisica e psichica, fatta dal Delegato (can. 1051), con attestato di emessa professione di fede (can. 833,6) e di giuramento di fedelt\u00e0 verso la Chiesa, di esercizi spirituali (can. 1039) e di studi effettuati (can. 1050), lettere testimoniali\/pubblicazioni.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>Per i candidati celibi:<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Assunzione dell&#8217;impegno alla consacrazione propria del celibato (can. 1037).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>Per i candidati sposati:<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>a)<\/strong> Matrimonio religioso (can. 1050),<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>b)<\/strong> Consenso scritto della moglie all&#8217;ordinazione (can.1050).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Ad avvenuta ordinazione: attestato con firma del Vescovo e di due assistenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sigle di abbreviazione dei documenti citati<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>1. S.C.<\/strong>: Concilio Vaticano II, Costituzione Sacrosantum Concilium sulla sacra liturgia, 4.12.1963<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>2. L.G.<\/strong>: Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica Lumen Gentium sulla Chiesa, 21.11.1964<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>3. A.G.<\/strong>: Concilio Vaticano II, Decreto Ad Gentes sull&#8217;attivit\u00e0 missionaria nella Chiesa, 7.12.1965<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>4. S.D.O.<\/strong>: Sacrum Diaconatus Ordinem, Paolo VI, 18.6.1967<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>5. I.G.M.R<\/strong>: Sacra Congregazione per il Culto divino, Institutio generalis de Liturgia, 4.12.1963<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>6. R.E.D.P.<\/strong>: La restaurazione del Diaconato permanente in Italia, C.E.I., 8.12.1971<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>7. A.P.<\/strong>: Ad Pascendum, Paolo VI, 15.8.1972<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> <strong>8. N.F.<\/strong>: Norme fondamentali per la formazione dei diaconi permanenti, 2202.1998<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/2005-direttorio-del-diaconato-dermanente-della-diocesi-di-rimini.pdf\"><strong>2005 &#8211; Direttorio del Diaconato Dermanente della Diocesi di Rimini (scarica pdf)<\/strong><br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; ********************** . MARIANO DE NICOLO\u2019 PER GRAZIA DI DIO E DELLA SEDE APOSTOLICA VESCOVO DI RIMINI Prot. VE2005\/50 DIACONATO PERMANENTE DIRETTORIO 1. Nel 1978 veniva pubblicato un primo Direttorio sul diaconato permanente successivamente aggiornato nel 1990; l&#8217;esperienza di questi anni ha evidenziato la necessit\u00e0 di un ulteriore aggiornamento, motivata dall&#8217;esigenza di maggiore chiarezza dottrinale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":5,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6"}],"version-history":[{"count":16,"href":"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4601,"href":"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/6\/revisions\/4601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesa.rimini.it\/diaconi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}